Chi scrive libri è tutto o nulla. E siccome a nessuno sarà mai dato di essere tutto, tutti noi che scriviamo libri siamo nulla. Siamo sottovalutati, gelosi, feriti e ci auguriamo la morte dell’altro. L’incontenibile aumento della grafomania tra uomini politici, autisti di taxi, partorienti, amanti, assassini, ladri, prostitute, prefetti, medici e pazienti, mi dimostra che ogni uomo, senza eccezione, porta in sé lo scrittore come una sua potenzialità, tanto che tutta la specie umana potrebbe a buon diritto scendere per strada e gridare: Noi siamo tutti scrittori!
Tutti, infatti, soffrono all’idea di scomparire senza essere stati visti né uditi in un universo indifferente e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole.
Quando un giorno (e sarà presto) dentro ogni uomo si sveglierà lo scrittore, saranno tempi di sordità e incomprensione generali.
Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio
Torno ancora sul tema della lettura e della scrittura, perché mi sembra molto interessante, soprattutto in un mondo, come diceva già Kundera, che vede l’aumento esponenziale della grafomania, che sembra oggi diventare quasi una moda, una malattia incontenibile. Tutti scrivono. Una statistica di qualche anno fa diceva che in Italia ci sono, paradossalmente, più persone che scrivono che persone che leggono.
E io credo che ci siano due motivi principali. Il primo è quello descritto sopra da Kundera. C’è poco altro da dire al proposito, visto che mi sembra spiegato chiaramente. Il secondo motivo è molto semplice: evasione. Evasione dalla realtà. E a questo punto bisogna chiedersi: perché abbiamo bisogno di evadere dalla realtà?
postato da nemorat · permalink · commenti (5)




