Per necessità, per naturale propensione, per il piacere di farlo, tutti noi citiamo.
Ralph Waldo Emerson

martedì, 24 aprile 2007 , 09:23

Chi scrive libri è tutto o nulla. E siccome a nessuno sarà mai dato di essere tutto, tutti noi che scriviamo libri siamo nulla. Siamo sottovalutati, gelosi, feriti e ci auguriamo la morte dell’altro. L’incontenibile aumento della grafomania tra uomini politici, autisti di taxi, partorienti, amanti, assassini, ladri, prostitute, prefetti, medici e pazienti, mi dimostra che ogni uomo, senza eccezione, porta in sé lo scrittore come una sua potenzialità, tanto che tutta la specie umana potrebbe a buon diritto scendere per strada e gridare: Noi siamo tutti scrittori!

Tutti, infatti, soffrono all’idea di scomparire senza essere stati visti né uditi in un universo indifferente e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole.

Quando un giorno (e sarà presto) dentro ogni uomo si sveglierà lo scrittore, saranno tempi di sordità e incomprensione generali.

Milan Kundera, Il libro del riso e dell’oblio

 

Torno ancora sul tema della lettura e della scrittura, perché mi sembra molto interessante, soprattutto in un mondo, come diceva già Kundera, che vede l’aumento esponenziale della grafomania, che sembra oggi diventare quasi una moda, una malattia incontenibile. Tutti scrivono. Una statistica di qualche anno fa diceva che in Italia ci sono, paradossalmente, più persone che scrivono che persone che leggono.

E io credo che ci siano due motivi principali. Il primo è quello descritto sopra da Kundera. C’è poco altro da dire al proposito, visto che mi sembra spiegato chiaramente. Il secondo motivo è molto semplice: evasione. Evasione dalla realtà. E a questo punto bisogna chiedersi: perché abbiamo bisogno di evadere dalla realtà?

postato da nemorat · permalink · commenti (5)


Commenti
#1    24 Aprile 2007 - 15:07
 
Perchè la realtà non ci piace. La realtà tradisce i nostri sogni ogni minuto che ci passa di fronte, ci zittisce o ci zittiamo da soli, così quei pensieri da qualche parte dovranno pur uscire, o sarebbe la pazzia. Ed escono, dalla penna.
Si dice, poi, che scrivere aiuti a conoscersi, esplorarsi, scoprirsi. E noi ne abbiamo bisogno, in questo esercito d'anonimato davanti a quell'esercito di famosi che se restassero anonimi sarebbe meglio, ne abbiamo davvero bisogno di vedere chi siamo. Così, per esserne informati, e poter dire che siamo ignoranti, ma conosciamo almeno le nostre mani.
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#2    24 Aprile 2007 - 19:26
 
non sono d'accordo. la scrittura è il più bel mezzo di espressione inventato dall'uomo. quello che attiva veramente il cervello. certo se lo scotto da pagare sono Moccia e i migliaia di blog che non dicono un cavolo se non dei fatti propri, magari qualche ripensamento ci sta. ma neanche poi tanto
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#3    26 Aprile 2007 - 09:42
 
io invece sono d'accordo con entrambi:
piggia ha usato espressioni che riassumono, più o meno, anche la mia posizione. e penso che quando la realtà tradisce i nostri sogni tradisce anche noi stessi e che una realtà (o una società, se volete) che ci porta alla pazzia, dalla quale dobbiamo sfuggire (evadere) in qualche modo ha qualcosa di malato, qualcosa che non funziona: gli uomini si sono aggregati, sono animali sociali per sopravvivere e vivere meglio, non per vivere peggio. non è una protesta adolescenziale, perchè è semplicemente vero che la realtà, la società siamo noi e non quel gran mostro cattivo, ma allora ci si può domandare eprchè ci comportiamo così. perchè costruire ua società dalla quale si deve evadere per non perdere il senno. (e così via).

sono d'accordo anche con zeruhur, ma in misura minore: è vero che la scrittura è meravigliosa, ma credo sia la musica il più bel mezzo d'espressione. non pensavo che lo avrei mai detto, perchè sono un partigiano sfegatato della scrittura, ma la musica può avere intensità che la scrittura non può raggiungere. se non altro per il diverso tipo di fruizione. è vero che al pari della scrittura la maggior parte delle cose realizzate (libri, blog, canzoni) sono di pessima qualità. e se un libro ben scritto può far vibrare le corde della nostra anima, altrettanto è vero, e in misura maggiore (sempre credo per la sua intensità) per la musica.
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#4    28 Maggio 2007 - 02:19
 
alle volte penso che se non ci si sapesse esprimere in qualche modo, imploderemmo. e che forse non mi importa eccessivamente di possedere o meno le qualità necessarie per farlo in modo non imbarazzante per gli altri.
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#5    05 Dicembre 2007 - 01:57
 
Uh!
Ho letto un paio di cose qui che sono come pugni dritti in faccia.

Se dovessi dare per giusto quello che hanno detto Nemorat e Zeruhur, ovvero accettare a piene mani l'idea dell' esistenza di un mezzo di espressione superiore agli altri, senza ombra di dubbio risponderei che questo mezzo è il cinema.
Pensateci bene: nel cinema c'è tutto quello che voi avete elogiato (scrittura e musica) e anche altro (pittura, ad esempio).
Quindi, secondo un processo logico che si basa sull'esistenza di un mezzo di espressione migliore degli altri, senza dubbio questo mezzo è il cinema, dato che racchiude tutti i mezzi di espressione.

Sempre secondo la vostra logica, il mezzo superiore agli altri potrebbe anche essere benissimo la pittura, questo perchè utilizzata dai primi uomini per comunicare, insieme a versi animaleschi e alle mani che battono su un rozzo tamburo; ma solo i disegni sono arrivati ai giorni nostri e ci dicono com'era la vita dei primi uomini. E se questo non è "far vibrare le corde della nostra anima"...

Ma visto che la trovo una grande vaccata quella di affermare l'esistenza di un mezzo di espressione superiore agli altri, questo perchè non esiste nessun mezzo di espressione superiore o inferiore agli altri, provo solo brividi lungo la schiena anche solo fingere di crederci a una cosa del genere.


E Zeruhur, che dici che la scrittura è il mezzo "che attiva veramente il cervello"; cerca di renderti conto che questa è veramente grossa.
Secondo te, quindi, il pittore non "attiva veramente il cervello? E il musicista e l'attore, come il pittore?
Un insulto quella tua frase.
utente anonimo

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