<< Mi piace>> disse la donna << guardare al male e al bene, al vizio e alla virtù >>. [...] <<Non so che cosa siano la bontà e la protervia, l'orgoglio e l'umiltà: degli uomini e delle cose conosco solo i colori, o piuttosto le luci (giacchè ciascuna luce ha un colore). [...] Ciò che gli uomini chiamano avarizia e gioia, dolore e terrore, sono per me luci azzurre o verdi, rosee o gialle. [...] E di colori ce n'è tanti, quante sono le stelle in cielo. E in alcune luci, prepotenti, c'è un solo colore, ma in altre, anche umili e tenui, ce ne sono mille, infiniti in uno.
Tommaso Landolfi, Dialogo dei massimi sistemi, Adelphi edizioni, 1996
Il titolo citato è quello di una raccolta di sette racconti, all'interno della quale si può leggere La piccola Apocalisse: è il racconto di un uomo che esce una sera, e va in un bar con dei suoi amici. Ha l'animo del poeta incompreso. Alla fine, dopo non essersi divertito, torna a casa e si mette a scrivere La donna nella pozzanghera, un metaracconto in cinque capitoli scandito dalle epigrafi di Wordsworth. In particolare, quella del secondo capitolo, da cui è preso il discorso della donna, è: I saw her upon nearer view:/ a spirit, yet a woman too... E questo mi porta al motivo della citazione, al nocciolo della questione: penso fermamente che se ci sforzassimo un po' di più a vedere il mondo in technicolor, forse, il mondo ci apparirebbe non dico più bello, ma più sopportabile.
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