La vita è atroce; lo sappiamo. Ma proprio perché aspetto tanto poco dalla condizione umana, i periodi di felicità, i progressi parziali, gli sforzi di ripresa e di continuità mi sembrano altrettanti prodigi che compensano quasi la massa dei mali, degli insuccessi, dell'incuria e dell'errore. Sopravverranno le catastrofi e le rovine; trionferà il caos, ma di tanto in tanto verrà anche l'ordine. La pace s'instaurerà di nuovo tra le guerre; le parole umanità, libertà, giustizia ritroveranno qua e là il senso che noi abbiamo tentato d'infondervi. Non tutti i nostri libri periranno; si restaureranno le nostre statue infrante; altre cupole, altri frontoni sorgeranno dai nostri frontoni, dalle nostre cupole; vi saranno uomini che penseranno, lavoreranno e sentiranno come noi: oso contare su questi continuatori che seguiranno, a intervalli irregolari, lungo i secoli, su questa immortalità intermittente.
Marguerite Yourcenar, Memorie di adriano.
È così. La serenità, a sprazzi la felicità, se di questo si può osar trattare, la pace, la Quiete. Se ne stanno come tra due tempeste. Non è questione di previsione meteorologiche, non è onniscienza, è che prima o poi torna, a cicli, per lo più virtuosi, tutto ritorna. Grazie al cielo.
Marguerite Yourcenar, Memorie di adriano.
È così. La serenità, a sprazzi la felicità, se di questo si può osar trattare, la pace, la Quiete. Se ne stanno come tra due tempeste. Non è questione di previsione meteorologiche, non è onniscienza, è che prima o poi torna, a cicli, per lo più virtuosi, tutto ritorna. Grazie al cielo.
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